giovedì 23 marzo 2017

TERRINA PRIMAVERA. Verdure tra vintage e kitchen-chic. Per la sfida MTChallenge n. 64

Terrina. 
Come, terrina..?
Le sfide di MTChallenge si susseguono una dopo l'altra e anche quella del mese di marzo è arrivata puntuale, con la proposta spiazzante di Giuliana Fabris del blog La Gallina Vintagerealizzare la ricetta di una terrina (o due) di carne, pesce, verdura, con almeno due accompagnamenti, altrettanto "handmade/homemade". Sfida n. 64.
Panico. Panico totale.
Premetto che sono vegetariana e per terrina ho sempre immaginato quelle sontuose e pesanti preparazioni, un po' demodè, tipiche della cucina francese, a base di carne o di frattaglie, da cui stare ben lontana. 
Considerate poi che gran parte della mia formazione gastronomica è basata sulla cucina partenopea di famiglia, dove il termine "terrina" non esiste proprio. E le preparazioni cremose vengono viste male.
Avete ora un'idea dell'horror vacui che mi si è presentato davanti con questa sfida. Ma una sfida va sempre raccolta e, complice il senso del dovere di dar seguito alla sfida, ho iniziato ad esplorare questo meraviglioso mondo con grande timore ed umiltà. Ho consultato amiche più che competenti in materia, ho consultato testi e letto ricette, finché non ho capito che c’era lo spazio per cimentarmi nel Challenge con una terrina di sole verdure. E anche degnamente. Salva!
Preparare una terrina di verdure, tra l'altro, può essere anche una scelta furba, perché la terrina viene servita spesso come antipasto e se, come questa, a base di verdure, la si può tranquillamente inserire in qualsiasi menù di pesce o di carne, dandogli un tocco di raffinatezza ma senza appesantirlo. Cerco sempre di non tramortire i miei ospiti con il cibo. 
Soprattutto a cena.
Ma veniamo alla sfida.
Il termine "Terrina" ha due significati: la preparazione stessa, detta anche pasticcio, composta di vari ingredienti che si uniscono insieme e si armonizzano; il recipiente stesso in cui la si cuoce.
Gli ingredienti possono essere crudi o già precotti.
In una terrina può finire di tutto, è importante però mantenere complessivamente una consistenza ben precisa, a metà fra la spatola per spalmare e il coltello per tagliare: gli ingredienti sono di solito tagliati a pezzi oppure a striscioline, o a dadini e poi disposti a strati nel recipiente e cotti a bagnomaria in forno.
La terrina di verdure che presento viene composta con ingredienti che hanno subito una breve cottura preliminare e offre la possibilità di ottenere diverse combinazioni di sapori e colori. E' un piatto conviviale che evoca tavolate gioiose, da preparare, come ho imparato in questa sfida,  in ogni occasione, sia formale che familiare, per stupire gli ospiti.
INGREDIENTI PER LA TERRINA
per 8 persone (una terrina da 25 cm)
Patate 400 g
Carote 300 g
Fagiolini 200 g
Piselli 100 g
Zucchine 2
Basilico una manciata
Prezzemolo una manciata
Albumi 2
Burro 20 g
Succo di limone qb
Sale e pepe qb
PER GLI ACCOMPAGNAMENTI
Pomodori da insalata maturi 8
Aceto balsamico qb
MAIONESE
3 tuorli
olio evo 150 g 
 olio di semi di girasole 150 g
succo di 1 limone filtrato
 di yogurt naturale 2 cucchiai
sale, pepe qb
 zenzero in polvere 1 cucchiaino
PROCEDIMENTO.
Tagliate a fette le zucchine e grigliatele.
Separatamente lessate le verdure e scolatele.
Passate allo schiacciapatate le patate e le carote, lasciandone intere una e una, raccogliendone la purea in una ciotola; condite con sale, pepe e un filo d’olio.
Montate a nave ferma gli albumi, con qualche goccia di succo di limone.
Incorporateli alla purea, mescolando dal basso verso l’alto.
Tagliate a dadini i fagiolini, la patata e la carota.
Tritate finemente il basilico e il prezzemolo.
Unite tutto alla purea.
Imburrate la terrina, foderatela con le fette di zucchina, riempite con il composto ripiegate le fette. Coprite con il coperchio.
Porre lo stampo in un tegame più grande, pieno d’acqua, e infornate, per una cottura a bagnomaria, a 180° per 35\40 minuti.
Fate raffreddare e poi mettete in frigo per almeno 4 ore, meglio di più.

ACCOMPAGNAMENTO n.1
Pomodori al basilico
Lavate i pomodori e affettateli sottilmente. Conditeli con sale, pepe, olio e basilico tritato.  
ACCOMPAGNAMENTO n.2
Maionese aromatica.
Mettete i tuorli in una ciotola, salate, pepate e cominciate a montarli con le fruste elettriche mentre versate a filo molto lentamente la miscela di oli. 
Alternate l’olio al succo di limone.
In ultimo aggiungete alla maionese lo yogurt, la polvere di zenzero e mescolate delicatamente con una forchetta. Mettetela in frigo.
IMPIATTAMENTO.
Sformate la terrina e tagliatela a fette.
In ogni piatto ponete la fetta, il pomodoro tagliato a ventaglio condito con olio e basilico, una quenelle di maionese allo zenzero e fate cadere qualche goccia di aceto balsamico qua e là sul piatto. Servite.


giovedì 23 febbraio 2017

POLLO FRITTO. Per la sfida MTChallenge n.63


La sfida MTChallenge del mese di febbraio, proposta dalla vincitrice della sfida n. 62 Silvia Zanetti del blog Officina Golosa, è "nientepopodimenoche" il Fried Chicken, il glorioso piatto della cucina americana, che subito ci rimanda a film, telefilm e cartoni animati in cui queste cosce di pollo croccanti e succulente sono presenti nelle case, nelle tavole calde, per le strade, mangiato direttamente da cestoni di cartone colorato e quasi sempre in porzioni maxi. In realtà, come in molta della tradizione americana, le origini di questo piatto sono incerte e sfumate, arricchite da leggende e da miscele segrete di spezie. E’ un piatto semplice il pollo fritto, ma tutt'altro che facile! Prevede infatti una lunga marinatura nel latticello (o nello yogurt) che intenerisce la carne, quindi un’infarinatura aromatica nella farina, oppure nell’uovo e nel pangrattato, prima di arrivare a sfrigolare in padella con precisissime regole di calore e tempistica. 
Il risultato, però, è un’armonia di sapori e speziatura, con croccantezza dorata all’esterno e morbidezza all’interno. 
La ricetta ricorda quella del pollo fritto alla fiorentina, in cui le cosce di pollo vengono fatte marinare in olio extravergine d’oliva, succo di limone, aglio, prezzemolo, rosmarino, alloro, sale e pepe e poi immersi in una pastella fatta con uova e farina, prima della frittura nell’olio extravergine d’oliva. Con un condimento finale di prezzemolo tritato e limone. 
Esistono per il pollo fritto essenzialmente tre diversi metodi di preparazione: pollo fritto con farina, pollo fritto in pastella e pollo fritto panato con pane e uovo. +
Tre ricette per ottenere tre croccantezze differenti.
Il pollo fritto nella sua versione più semplice, viene infarinato e immerso in olio bollente, ottenendo così una crosticina sfogliata, asciutta, sottile e croccante; la preparazione del pollo fritto in pastella è preferibile con pezzi di carne privi di ossa, la crosticina che si presenta è spessa, mediamente croccante esternamente, a volte gonfia per la presenza di lievito ed umida a contatto con la carne, tipica dei nuggets e del pesce fritto anglosassone; ed infine il metodo della panatura con pane e uovo più o meno spessa e ben definita, che dona al pollo una croccantezza asciutta anche a contatto con la carne,
Ma torniamo alla sfida, che consiste nel fare due tipi di pollo fritto, uno impanato con farina,  uova e pangrattato e l’altro semplicemente infarinato. Le istruzioni di Silvia sono chiare: la marinatura è obbligatoria  e sono accettate solo due tipologie di panatura, una con uova e pangrattato e una con farina. Su una delle due varianti si può e si deve lavorare di fantasia.
Ho scelto, quindi, di eseguire senza variazioni la panatura con uova e pangrattato e di modificare, invece, la panatura con la farina, aggiungendoci una miscela di erbe di Provenza e un po’ di farina di mais. Tanto per andare sul sicuro.
MARINATURA. Per entrambe le versioni.
 
Latticello:
250 g latte parzialmente scremato
250 g yogurt magro
10 ml succo di limone filtrato
In una ciotola mescolate tutti gli ingredienti e lasciate riposare per almeno 15 minuti e poi versatelo sulla carne.
Coprite con pellicola e lasciate riposare in frigorifero, come indica Silvia, per almeno 4 ore. Questo per conferire al pollo fritto morbidezza durante la cottura.
 
1) POLLO FRITTO  PANATO NELL’UOVO E PANGRATTATO
Ingredienti per 1 kg di pollo con ossa e pelle
4 uova medie
200 g farina
200 g pane grattato
Sale e pepe
1,5 l olio per friggere di semi di mais o quello che preferite
Procedimento
Rimuovete il pollo dalla marinatura, lasciatelo scolare sopra una gratella per mezz’ora almeno.
Mettete il pan grattato e la farina in altre due ciotole distinte e capienti
Mettete le uova in una ciotola che possa contenere almeno 3/4 pezzi di carne alla volta, mescolate con una forchetta, salate e pepate.
Preparate un piatto fondo per appoggiare il pollo impanato, un piatto piano coperto da carta assorbente per appoggiare il pollo appena fritto e una placca da forno coperta anch’essa da carta assorbente per riporre il pollo fritto in forno e tenerlo al caldo.
Prendete tre pezzi di pollo alla volta, passateli nella farina pressando leggermente la carne. Poi immergeteli nell’uovo ed infine passateli nel pan grattato pressando nuovamente la carne.
Appoggiate il pollo sul piatto fondo e procedete con la panatura di tutti i pezzi.
A questo punto prendete una casseruola dai bordi alti versate l’olio di semi di mais, delicato, leggero che non altera il sapore del pollo, oppure l’olio di arachidi e semi di girasole  e scaldatelo a fuoco medio fino alla temperatura di 180 °C circa.
Se non avete il termometro mettete un pezzo di pane nell’olio, quando dorerà sarà il momento di immergere il pollo.
Immergete nell’olio 3/4 pezzi di pollo alla volta.
Osservate l’olio: il pollo appena immerso friggerà formando molte bolle grandi e man mano che si cucinerà le bolle diminuiranno sempre più . Quando il pollo avrà una colorazione dorata ed omogenea, ci vorranno circa 6/8 minuti di cottura a seconda della grandezza del pezzo, scolatelo dall’olio ed appoggiatelo sul piatto con la carta assorbente.
Una volta asciutto, se desiderate, potete tenerlo al caldo nel forno preriscaldato a 120°C circa.
ACCOMPAGNAMENTO.
Peperoni con olive e capperi
3 peperoni rossi
100 gr tra olive nere denocciolate e tritate capperi dissalate
6 cucchiai di Olio extravergine di oliva
Pulite e tagliate a listarelle i peperoni
Metteteli a cuocere in un tagame basso con l’olio e il trito di olive e capperi. Per 10 minuti a fiamma bassa e coperti e poi a fiamma più vivace e scoperti fino a cottura.
2) POLLO FRITTO PANATO CON FARINA ED ERBE
Ingredienti per i kg di pollo con ossa e pelle
200 g farina
Un cucchiaio di erbe aromatiche essiccate
Sale e pepe
1,5 l olio per friggere di semi di mais o quello che preferite
PROCEDIMENTO
Rimuovete il pollo dalla marinatura, lasciatelo scolare sopra una gratella per mezz’ora almeno. Preparate una ciotola abbastanza capiente per contenere 3/4 pezzi di pollo alla volta e metteteci la farina con le spezie e il sale e il pepe.
Prendete i pezzi di pollo, metteteli nella farina ed infarinateli pressando leggermente la carne. Metteteli in un piatto.
Preparate un piatto fondo per appoggiare il pollo impanato, un piatto piano coperto da carta assorbente per appoggiare il pollo appena fritto e una placca da forno coperta anch’essa da carta assorbente per riporre il pollo fritto in forno e tenerlo al caldo.
A questo punto prendete una casseruola dai bordi alti versate l’olio e scaldatelo a fuoco medio fino alla temperatura di 180 °C circa.
Immergete nell’olio 3/4 pezzi di pollo alla volta. Quando il pollo avrà una colorazione dorata ed omogenea, ci vorranno circa 6/8 minuti di cottura a seconda della grandezza del pezzo, scolatelo dall’olio ed appoggiatelo sul piatto con la carta assorbente.
Una volta asciutto, se desiderate, potete tenerlo al caldo nel forno preriscaldato a 120°C circa, infornandolo sulla placca da forno.
ACCOMPAGNAMENTO:
MAIONESE  AROMATICA
Ingredienti
3 tuorli
150 g olio evo
150 g olio di semi di girasole
succo di 1 limone filtrato
2 cucchiai di yogurt naturale
sale
pepe
Mettete i tuorli in una ciotola, salate, pepate e cominciate a montarli con le fruste elettriche mentre versate a filo molto lentamente la miscela di oli. Alternate l’olio al succo di limone.
In ultimo aggiungete alla maionese lo yogurt e mescolate delicatamente con una forchetta.
Servite con una spolverata delle spezie messe nella panatura.

 

martedì 24 gennaio 2017

MACARONS, S'IL VOUS PLAIT.

Va bene tutto, ma cominciare l'anno con un MTChallenge  sui Macaron, non me lo meritavo proprio. 
Eh no, sinceramente no.
Ma poiché non si può giocare solo quando le regole ci piacciono e il tema è confacente alle nostre abilità, eccomi pronta per questa sfida per me estrema. Del resto ho insegnato alle mie figlie e ai miei alunni che bisogna sempre provarci prima di gettare la spugna e, quindi, con un nodo in gola, ci provo.
La sfida di gennaio sui "Les Macarons", deliziosi bocconcini dolci, cremosi, scrocchiarelli e multicolori, che quando vai in Francia fanno bella mostra di sé allineati nelle pasticcerie o nei negozi a loro dedicati e che ora cominciano anche a trovarsi in qualche pasticceria italiana, l'ha lanciata, sprezzante del pericolo, Ilaria del blog Soffici, senza nessuna pietà di noi tranquille cuoche casalinghe. Le regole della sfida da consumate  esperte.
Non avendoli mai fatti mi sono cimentata nella disfida cercando di volare basso, di stare sul basico, scegliendo abbinamenti semplici e focalizzando l'attenzione più sull'acquisizione della tecnica che sul risultato, che ho previsto già da subito mediocre.
Per i gusti da miscelare e abbinare ho pensato al cacao e al caffè, con un tocco di paprica. Tutto qui.
Di due sfornate, di un itero giorno di lavoro e di vari tentativi, si sono salvati solo pochi gusci che poi ho usato per le foto. In compenso, anche se sbriciolati, abbiamo fatto una scorpacciata di Macarons.
Di una cosa sono certa: è stato bello, ma non ne farò più... almeno per un po'.
MACARONS SORPRENDENTI.
(caffè, cioccolato e...paprica)
Per la ricetta, con dosi e spiegazioni perfette, vi rimando al blog Soffici di Ilaria, dove troverete tutte le indicazioni per non sbagliare. Un vero dotto trattato sui Macarons. E se ci sono riuscita io...
(Ricetta perfetta  di Ilaria).
Per quanto riguarda la mia interpretazione, ho solo diviso l'impasto in tre parti: in una ho aggiunto della polvere di cacao, in una polvere di caffè e una l'ho lasciata al naturale, per caratterizzarne il colore dei gusci con armoniche sfumature dal beige al marrone scuro e poi il sapore tra di loro, considerata la farina di mandorle dell'impasto.

Per il ripieno, in accordo con il cioccolato ed il caffè dei gusci, ho preparato una ganche di cioccolato fondente e una ganche di cioccolato bianco, di cui, poi, una parte ho insaporito con della paprica piccante, per una piccola sorpresa di gusto finale. 
Ganache al cioccolato bianco 
100 g di cioccolato bianco
50 g di panna fresca
un pezzetto di burro (10 g circa)

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria .
Portate a bollore la panna.
Unite un po' alla volta al cioccolato, mescolando con energia.
Quando il composto si sarà intiepidito unite il burro e fate raffreddare bene prima di usarlo.

Ganache al cioccolato fondente 
100 g di cioccolato fondente
50 g di panna fresca
un pezzetto di burro (10 g circa)

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria .
Portate a bollore la panna.
Unite un po' alla volta al cioccolato, mescolando con energia.
Quando il composto si sarà intiepidito unite il burro e fate raffreddare bene prima di usarlo.

Con questo post partecipo alla sfida n.62 dell'MTChalleng. 

domenica 20 novembre 2016

TIRAMISU' VIGNAIOLO per MTChallenge n. 61

La sfida MTChallenge di novembre, la n. 61, è dolce. Molto dolce. 
Ha per protagonista il tiramisù, uno dei dolci tra i più lussuriosi e voluttuosi, che in questa sfida va abbinato ad un film o ad una icona sexy del cinema. Dolce su dolce quindi.
"Il (sexy) Tiramisù", è la proposta della blogger Susy May, del Blog "Coscina di pollo", una donna evidentemente grande appassionata di cinema. E molto golosa. 
Grande!
Bene, mi sono detta, allora andiamo di immaginazione.
E così, tra le associazioni possibili che si sono rincorse a briglia sciolta nella mia testa, i riflettori si sono puntati su un film di Ridley Scott, "A Good Year" (in Italia "Un'ottima Annata"), con Russell Crowe e Marion Cotillard.
Perché?
Perché se il Tiramisù è gioia per il palato, il film di Scott è, per me, gioia per gli occhi.
Un film delicato, gradevole, dove l'atmosfera romantica della Provenza, la luce ovattata e gli splendidi colori dei suoi vigneti sono i protagonisti assoluti.
Non è un capolavoro, ma è uno di quei film che danno ristoro, che consolano, come un calice di buon vino bianco, fresco, in una giornata estiva...

La Provenza è un luogo ricco di fascino, un paesaggio suggestivo, da sempre meta di pittori, artisti e turisti raffinati, dove alle bellezze naturali si aggiungono i profumi della cucina mediterranea e i colori del vino di grande qualità.
Quindi ho immaginato i due protagonisti, durante "un'ottima annata", che a chiusura di un ottimo pasto sotto un grande albero, circondati dalla campagna di Provenza, mangiano un ottimo tiramisù, gustandone insieme, ma in silenzio, le voluttuose sensazioni.
E per essere in tema e rendere omaggio al luogo, questo Tiramisù è con l'uva.

TIRAMISU' CON L'UVA

Ingredienti per 4 persone
mascarpone 500 g
uova - solo i tuorli - 5
zucchero 5 cucchiai
savoiardi 400 g
uva bianca 1 grappolo
succo d'uva qb
cognac (o brandy) 2 cucchiai

Procedimento.
Con uno sbattitore elettrico montate a spuma i tuorli d'uovo con lo zucchero.
Quando sono bianchi e spumosi incorporate a mano, con delicatezza, i 2 cucchiai di cognac e il mascarpone.
Nelle coppe individuali disponete a strati, fino ad esaurimento degli ingredienti, i savoiardi bagnati nel succo d'uva, la crema al mascarpone e alcuni chicchi d'uva tagliati a metà e privati dei semi.
Ad ogni cucchiaiata il chicco d'uva esplode in bocca, regalando una sorprendente nota di freschezza.
Accompagnare con un calice di Sauterne o altro vino passito.


sabato 22 ottobre 2016

MTCHALLENGE N 60. DE TAPEO! NAPOLI CHIAMA SPAGNA.

E tre!
Anche la sfida di ottobre dell'MTChallenge, che per me appunto è la terza, ci porta in un campo decisamente festoso: dopo la pizza e gli gnocchi, ora le tapas, come ci propone Mai Esteve, del blog Il colore della curcuma.


Per una napoletana come me è una sfida quanto mai intrigante e stuzzicante, perché credo che quello della cucina spagnola e della cucina napoletana siano mondi molto vicini tra loro per storia, per cultura, per vocaboli, per utilizzo di ingredienti e per abitudini.
A Napoli, come nelle città spagnole, mangiare è un affare serio, è un'azione continua, è un fatto conviviale. Si mangia ad ogni ora, insieme o da soli, per strada o nei locali.
Preoccupazione di ogni mamma, di ogni nonna...
Con una piccola differenza però.
L'abitudine spagnola di mangiare tapas nasce dall'esigenza di poter bere fuori pasto il "vino tinto", in compagnia, senza ubriacarsi.
L'abitudine napoletana di mangiare tanti stuzzichini, o "street food", nasce dall'esigenza di placare una "fame atavica" che da sempre ci accompagna. Infatti si mangia ma non si beve.
Almeno fino a qualche anno fa.
Poi con il turismo, gli scambi culturali, la globalizzazione, le abitudini si mescolano, i riti trasmigrano e tutto diventa più uguale. Ora anche a Napoli si beve fuori dal pasto.
Questa sfida prevede anche che a monte della scelta ci sia un file rouge che leghi il tutto.
Quindi, partendo dalla cucina, come filo conduttore della sfida ho pensato ad un ortaggio molto usato, ma non scontato, come potrebbe essere il peperone.
Ho pensato alla melanzana, berenjena in spagnolo, un ortaggio di origine indiana, portato nei paesi del mediterraneo dagli Arabi e largamente presente in queste due cucine.


Considerata in passato cibo povero destinato solo al popolo, cucinata quasi sempre fritta e insaporita con aromi o associata ad altri alimenti, ha saputo poi farla da re in molte preparazioni.
Il compito della sfida prevede di presentare la pietanza scelta sotto forma di tapas.
lz
E allora vediamo cosa sono queste generiche "Tapas".
Si dividono in tre preparazioni: Tapas, Montaditos e Pinchos.
Las Tapas sono piccole porzioni di pietanze che vengono servite in piattini, in ciotole, o in bicchierini. Sono, molto spesso piatti parecchio conditi.
I Pinchos sono bocconcini, frittelle, polpette, che infilzate con uno stecchino possono essere mangiati in un sol boccone.
I Montaditos sono fettine di pane condite con qualunque cosa ci si possa mettere su.
Quindi, partendo da uno degli ortaggi più napoletani che conosco, la melanzana, l'ho poi declinata nei tre modi di Tapas.

1) LAS TAPAS - PARMIGIANA DI MELANZANE
Ingredienti per una parmigiana x 4 persone.
Melanzane  medie 4
Sugo di pomodoro passato - 1kg di pomodori maturi
Parmigiano 100 g
Uova 1
Basilico un ciuffo grande
Farina 100 g
Olio di arachide
Olio extravergine di oliva
Sale e pepe
PROCEDIMENTO
Cuocete i pomodori e passateli al passaverdura. Fate restringere il sugo, con un po' di olio evo.
Se non è stagione di pomodori, in alternativa utilizzate i pelati confezionati e procedere allo stesso modo.
Tagliate a fette le melanzane, infarinatele e friggetele un po' per volta in abbondante olio di arachidi.
Mettetele a sgocciolare su carta cucina per far assorbire bene l'unto.
In una ciotola sbattete bene l'uovo con un pizzico di sale e mescolate 6 cucchiai di sugo.
In una teglia mettete sul fondo un po' di pomodoro e fate un primo strato di melanzane. Condite con qualche cucchiaiata di sugo con l'uovo, basilico e parmigiano.
Fate un secondo strato, fino poi ad esaurire gli ingredienti.
L'ultimo strato va condito con il solo pomodoro.
Infornate per 40 minuti in forno ventilato a 180 gradi (dipende dal vostro forno...) e poi lasciate raffreddare.
Tagliate a quadrotti che servirete in singoli piattini.

2) I PINCHOS - POLPETTE DI MELANZANE
Per una decina di polpette.
Melanzana 1
Pan carré 2 fette
Uova 1
Parmigiano 80 g
Aglio 1 spicchio
Prezzemolo un ciuffo
Olio extravergine qb
Pangrattato qb
Sale qb
PROCEDIMENTO.
Lessate la melanzana intera. Fatela raffreddare.
Nel mixer mettete il pan carré, l'aglio e il prezzemolo.
Sminuzzate la melanzana al coltello.
In una ciotola unite il pane, la melanzana, il parmigiano, un cucchiaio di olio e l'uovo.
Impastate e regolate la consistenza aggiungendo pane grattugiato se serve. L'impasto deve essere morbido ma "polpettabile".
Fate le polpette, passatele nel pangrattato e friggetele in olio di oliva.

3) I MONTADITOS - MELANZANE A FUNGHETTO
Melanzane 2
Pomodori datterino 5
Olio extravergine d'oliva qb
Un filone di pane tipo baguette
Sale qb
PROCEDIMENTO
Tagliate le melanzane in 4 per il verso lungo. Eliminate un pochino di polpa e tagliate a cubetti.
Friggetele poche per volta in olio di oliva.
Far sgocciolare bene su carta assorbente da cucina. Salate.
In una padella mettete un cucchiaio di olio e fate cuocere a fiamma viva i pomodori tagliati a piccoli pezzi.
Aggiungete le melanzane, mescolate e spegnete.
Tagliate le fette di pane e su ognuna mettete una cucchiaiata dì melanzane.


sabato 24 settembre 2016

GNOCCHI DI PATATE ROSSE CON BURRO FUSO, SALVIA E CANNELLA. Per MtChllenge n. 59

La sfida di questo mese per l'mtchallenge mi ha proprio preso.
Il tema della sfida n. 59 è: gli gnocchi di patata. Geniale.
Lo ha proposto Annarita Rossi del blog Il bosco di alici.
Il post di Annarita si è rivelato fonte di ispirazione e così, io che di solito frequento la cucina tradizionale e semplice, mi sono cimentata in variazioni sul tema gnocchi. Senza esagerare.
In questo caso mi sono ispirata all'antica cucina veronese e ho profumato il condimento di questi gnocchi con un pizzico di cannella. E poi ho voluto provare le patate a buccia rossa e paga gialla, che uso poco perché le trovo un po' tendenti al dolce. Ma qui stanno benissimo!
Del resto gli gnocchi sono buoni in tutte le salse.











                                                         INGREDIENTI per 4 persone
PER GLI GNOCCHI:
Patate con la buccia rossa 1 kg
Farina "0" 300 g

PER IL CONDIMENTO:
Burro 200 g
Salvia un rametto
Cannella in polvere un pizzico
Sale e pepe q.b.
PROCEDIMENTO:
Lessate le patate con la buccia, pertendo da acqua fredda, per 40 minuti da quando prendono il bollore. Sbucciatele calde, passatele con lo schiacciapatate, mettetele su una spianatoia e aspettate che raffreddino un po'. 
Poi aggiungete la farina poco per volta e, velocemente, formate un panetto liscio e morbido.
Procedete con la fattura degli gnocchi, formando dei rotolini, tagliando i pezzetti e passandoli sul rigagnocchi. Allineateli su un telo pulito e leggermente infarinato.
Intanto che l'acqua bolle, in un tegame capiente, fate fondere il burro con la salvia.
Cuocere gli gnocchi, pochi per volta, nell'acqua salata e quando vengono a galla metterli nel tegame. Spadellare a fuoco basso per circa 1 minuto e spolverare col pizzico di cannella.

VINO: bollicine. Un Franciacorta o un buon prosecco.

GNOCCHI A MARE per MTC N. 59

Settembre. 
Riprende l'mtchallenge, la sfida in punta di fioretto tra blogger su una ricetta a tema.
Il tema della sfida n. 59 è: gli gnocchi
Lo propone Annarita Rossi del blog Il bosco di alici.
Devo dire che mi gusta proprio. 
Io sono Partenopea di nascita e di formazione e da anni vivo a Verona, quindi gli gnocchi, ormai, ce li ho nel DNA, perché a Napoli e in tutto il golfo c'è tradizione di gnocchi, chiamati anche la pasta di casa e Verona è proprio la città degli gnocchi, al punto che ha dedicato loro la sua maschera carnevalesca, il Papà de Gnocco. 
In casa mia ogni volta che ci sono pranzi con molti commensali si parte di teglie con gnocchi alla sorrentina che fanno felici tutti e a Carnevale il venerdì gnocolar, dopo la sfilata dei carri ci si ritrova sempre con tutti gli amici per una serata a base di gnocchi in tutte le salse.
Tanto mi appassiona l'argomento che credo di aver declinato questo piatto in ogni possibile variazione: gnocchi di pane, gnocchi di ricotta, gnocchi di semolino, gnocchi di zucca, alla parigina, alla romana...
L'unica problema è trovare le patate giuste, perché fare gli gnocchi sembra facile, ma è un attimo che in pentola ti diventano una colla immonda. 
Per evitare questo, a mio avviso, 3 sono i punti cardine, irrinunciabili, per una corretta fattura:
1 - patate a pasta bianca VECCHIE
2 - niente uova nell'impasto
3 - le patate si sbucciano e si schiacciano CALDE
Qui li propongo con un condimento "di mare" e un po' di terra, che a me piace molto.

Del resto le patate si sposano bene col pesce e gli gnocchi, soffici e avvolgenti, ben sanno armonizzarsi con la sapidità delle cozze, la dolcezza delle zucchine e il profumo dei gamberi.


INGREDIENTI per gli gnocchi (4 PERSONE)
patate vecchie a pasta gialla 1 kg
farina 00  300 g (ma poi si va seguendo l'impasto)



PREPARAZIONE
Lessate le patate con la buccia, mettendole in pentola con abbondante acqua fredda e una manciata di sale. Pelatele ancora calde e passatele con lo schiacciapatate.
Mettete le patate su un piano di lavoro ben infarinato, far evaporare bene e impastate velocemente aggiungendo la farina un po' alla volta, fino ad ottenere un composto compatto ma allo stesso tempo soffice. La farina può variare a seconda della qualità delle patate impiegate.
Dividete l'impasto in filoni e lavorateli sino ad ottenere dei cilindri spessi 2/3 centimetri.
Tagliando i filoni in pezzetti ottenete gli gnocchi.
Per fare la caratteristica rigatura, che assorbe il sugo e rende lo gnocco saporito, dovete passare gli gnocchi velocemente sui rebbi di una forchetta (oppure utilizzare un rigagnocchi) e disporli su vassoi leggermente infarinati in modo da non sovrapporli. 
Gli gnocchi vanno poi cotti in acqua bollente e scolati appena vengono a galla. 


INGREDIENTI per il condimento.
Cozze 1 kg
Code di gamberi già sgusciate 12
zucchine 2
pomodori datterino 6
olio extravergine di oliva 10 cucchiai
aglio 1 spicchio
basilico 8 foglie
sale e pepe q.b.

PREPARAZIONE
Pulite le cozze, togliendo il filamento esterno e lavandole bene.
Fatele aprire in una pentola coperta, a fuoco vivo.
Sgusciatene una parte e tenete intere quelle più belle per decorare il piatto.
Filtrate l'acqua e tenetela da parte.
Tagliate sottilmente, a julienne, le zucchine e i pomodori.
In un tegame capiente mettete l'olio e l'aglio schiacciato a rosolare.
Togliete l'aglio e aggiungete le zucchine e i pomodori. Fate saltare velocemente.
Aggiungete le code di gambero. Salate e spegnete dopo 1 minuto.
Prendete metà delle zucchine e frullatele con qualche cucchiaio di acqua delle cozze e le foglie di basilico, fino ad ottenere una crema.
Lessate gli gnocchi pochi per volta, in abbondante acqua salata.
Appena affiorano pescateli e metteteli nel tegame, con il condimento caldo.
Aggiungete la crema di zucchine, girate delicatamente, aggiungete le cozze sgusciate e impiattate, decorando ogni piatto con le cozze intere.
Una generosa macinata di pepe.

VINO:Accompagnate con un vino rosato fermo, non troppo giovane.