mercoledì 31 agosto 2016

COREGONE MARITATO con la terra e il mare. Per il Garda Cooking Cup 2016

Eh sì, ci ho proprio preso gusto. 

                            
E così per il GARDA COOKING CUPla manifestazione che si svolgerà a Salò sabato 24 e domenica 25 settembre, che unisce la vela amatoriale, la cucina di qualità e alcune eccellenze gastronomiche del territorio del Garda, ho voluto cimentarmi in una seconda ricetta da proporre per il contest "Il Garda in Padellaindetto per l'occasione dall'Associazione Italiana Food Blogger (Aifb). 
Il contest è una sfida tra 40 food blogger selezionati all'interno dell'Associazione e consiste nel preparare, da parte di ognuno di loro, 1 o 2 ricette originali con il pesce di lago, abbinandolo ad almeno 2 dei prodotti scelti tra le eccellenze del territorio del Garda e contenuti in una "mistery box", confezionata ad hoc per questo contest e consegnata ad ognuno.
I prodotti sono:

In questa ricetta il pesce di lago, un bel Coregone (o Lavarello), l'ho cucinato "maritandolo" alla terra e al mare, in un matrimonio che intriga, che coniuga più sapori e che promette un'interessante esperienza gustativa. Così ai filetti del Coregone, velocemente scottati in padella, ho sposato un sapore della terra con i funghi e un sapore del mare con le vongole, utilizzando poi lo zafferano per legare il fondo e delle  fette di polenta per completare il piatto.
Naturalmente per cucinare ho usato l'olio extravergine del garda e per accompagnare il vino Chiaretto RosaMara di Costaripa che con la sua sapidità e i suoi sentori di biancospino, amarena e melograno ha valorizzato meravigliosamente questo piatto dal profumo così ampio.

I prodotti usati per la  ricetta sono: 
                                         
                                       COREGONE MARITATO con la terra e il mare.
INGREDIENTI 
per 2 persone 
Per il pesce
 Coregone 2 filetti
olio extravergine di oliva qb
Per il condimento
zafferano 1/2 bustina
 vongole veraci 300 g
 funghi (pioppini o champignon )150 g 
olio extravergine di oliva 5 cucchiai
prezzemolo tritato qb
pepe qb
sale qb
Per la Polenta
farina di mais 250 g
acqua 1/2 litro
sale qb
Tempo di preparazione. 30 min
Tempo di cottura 30 min 
Tempo di cottura della polenta 50 min + il tempo per il raffreddamento
Difficoltà : media

PROCEDIMENTO.
- Preparate la polenta. 1 h
Versate a pioggia la farina nell'acqua bollente e salata, girando con una frusta e fate cuocere a fiamma bassissima e a pentola coperta, mescolando di tanto in tanto.
Versarla in una teglia e farla raffreddare.
- Preparate il condimento. (30 minuti)
Pulite e affettate i funghi e fateli cuocere in padella a fiamma viva con 3 cucchiai di olio.
Fate aprire in un tegame coperto le vongole. Tenetene una dozzina con il guscio e sgusciate le altre.
Stemperate lo zafferano con 4 cucchiai di acqua delle vongole filtrata e aggiungetelo ai funghi. 
Amalgamate e spegnete. 
Unite le vongole sgusciate. 
- Preparate il Coregone (15 minuti)
Fate scottare a fiamma viva i filetti di pesce, tenendoli dalla parte della pelle, in un tegame con 2 cucchiai di olio, per 15 minuti. 
Unite il condimento di funghi, vongole e zafferano. Spolverate con pepe macinato fresco. 
Dopo un paio di minuti spegnete la fiamma.
Servite adagiando nel piatto un filetto di Coregone, il condimento di funghi, vongole e zafferano, 6 vongole con il guscio e 4 spicchi di polenta. 
Guarnite con poco prezzemolo tritato.
  

lunedì 15 agosto 2016

TORTELLI VISTA LAGO, CON LAVARELLO, CAPPERI E BAGOSS.

Con questo piatto partecipo al contest "Il Garda in Padella", una gara tra blogger, indetta da Aifb nell'ambito della manifestazione GARDA COOKING CUP, che si svolgerà a Salò il 24 e il 25 settembre. 
Candidarmi a questo contest ha richiesto non poco coraggio da parte mia.
Per me, nata a Napoli, a Posillipo, con il mare praticamente in casa, cresciuta camminando ogni giorno sul lungomare e mangiando il pesce comprato al borgo marinaro di S. Lucia, confrontarmi con il pesce di lago significa essere decisamente un'incosciente.
Sono poche le cose che mi fanno paura in cucina: una di queste, lo ammetto, è proprio il pesce di acqua dolce.  In tutti gli anni di onorata e onesta cucina familiare, mi sono confrontata giusto con qualche filetto di trota. Cotto al vapore e accompagnato da maionese e patate lesse. Punto.
Ma da oltre trent'anni vivo a Verona e le acque del Lago di Garda  hanno aggiunto altri panorami, non meno belli, a quello del mare. Anche a tavola. 
Ho imparato ad apprezzare e a gustare la sua cucina, frequentando i ristoranti più o meno famosi delle sponde di questo lago.
Il lago di Garda è un meraviglioso mix di paesi, borghi, angoli pittoreschi, acque navigabili, con un sorprendente terroir ricco di prodotti di eccellenza: frutta, olio, vino, pesce...
E allora quando l'Aifb ha lanciato il contest ho pensato: perché no?, perché non provarci? 
L'orgoglio e il senso di soddisfazione che da' il confrontarsi con una sfida è impagabile. 
Anche se non vinci. Il solo averci provato, ti gratifica.
La sfida consiste nell'abbinare ad un pesce del lago almeno 2 dei prodotti contenuti in una mistery box confezionata ad hoc per questo contest con prodotti di eccellenza del territorio del Garda e consegnata a casa di ogni partecipante, con:
Capperi di GargnanoZafferano di PozzolengoChiaretto del GardaOlio extra vergine del Garda DOPBagoss o formaggella di TremosineFarina gialla di Bedizzole.
Ma cosa proporre, senza che i cultori della cucina di lago gridassero subito al sacrilegio?
Mi piace molto fare la pasta in casa: tagliatelle, cecatelli, scialatielli. Quando ho tempo, anche ravioli e tortelli. di solito ripieni di erbette, di ricotta, o di zucca, spesso in compagnia di amici che poi aiutano a stendere, a tagliare la pasta, a riempire e  a chiudere i tortelli.
E a banchettare.
E allora ho deciso di fare dei tortelli, dei tortelli al sapore di lago, con il ripieno a base di Lavarello (o Coregone), un pesce tipico del Garda.
Tra i prodotti della scatola ho scelto: 
- Capperi di Gargnano 
- Bagoss
- Olio extra-vergine biologico monovarietale Casaliva
- Chiaretto del Garda  Costaripa  
Il perché di questa scelta.
Perché i capperi danno sapidità e "spinta" al pesce di lago; il Bagoss al posto del grana, dà una sorprendente complessità gustativa con i suoi "profumi" decisi; l'olio extra vergine di oliva non può mancare come base del condimento e il Chiaretto RosaMara di Costaripa, con la sua persistenza e sapidità valorizza meravigliosamente un piatto così strutturato.
Per questi tortelli ho impastato la farina con meno uova e aggiungendo acqua, per avere una sfoglia che non coprisse il sapore del pesce.
Il ripieno l'ho preparato con il Lavarello, i capperi, il Bagoss e la ricotta a legare il tutto.
Il condimento l'ho fatto con olio, aglio, pomodorini datterini, e una spolverata di una panure di pane grattugiato tostato con i pinoli. Perfetti.
Il procedimento è un po' lungo ma se il ripieno lo si prepara in anticipo, il gioco è fatto. 

INGREDIENTI 
per 4 persone (40 tortelli)
Per la Pasta
 farina "0" o "00" 400 g
uova 3
+ un po' di semola per stendere la pasta
acqua qb
Per il ripieno.
lavarello 1 kg (parte utile 700 g ca)
ricotta  vaccina (non pastorizzata) 150 g
capperi sotto sale 25 
Bagoss grattugiato 80 g
un bicchiere di acqua
Per il condimento
olio 8 cucchiai 
pomodori datterini 500 g
3 spicchi di aglio
 pancarrè 2 fette
pinoli 30 g
pepe qb
sale qb
Difficoltà media.
Procedimento.
Preparate il ripieno. (30 minuti)
Iniziate mettendo a cuocere il lavarello, con il bicchiere di acqua, in un tegame coperto per 15 minuti.
Fatelo raffreddare e spolpatelo, eliminando bene tutte le lische.
In una ciotola stemperate la ricotta con il Bagoss, unite i capperi tritati molto finemente a coltello, la polpa del Lavarello molto sminuzzata e un pizzico di sale. Assaggiate.
Preparate la pasta fresca. (15' + 30' per il riposo della pasta)
In una terrina mettete la farina, fate un buco al centro e unite le uova intere. 
Sbattete con una forchetta e incorporate la farina. 
Poi cominciate a lavorare la pasta con le mani, aggiungendo il sale e l'acqua poca alla volta. Impastate energicamente per qualche minuto, fino a quando l'impasto non sarà omogeneo e compatto.
Conferitegli la forma di una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela a riposare per circa 30 minuti, in maniera tale da renderla più elastica.
Preparate il condimento. (15')
Sbollentate i datterini e spellateli. Una metà li lasciate interi, gli altri li schiacciate in un piatto. 
In un tegame largo mettete l'olio con gli spicchi di aglio schiacciati. 
Appena imbiondiscono, eliminateli e "sporcate" l'olio con 2 o 3 cucchiai di sugo di pomodori. Assaggiate, regolate il sale e l'acidità del pomodoro, aggiungendo un po' di zucchero se necessario. Dopo 5 minuti spegnete. 
Tritate al mixer il pancarrè e i pinoli e fate tostare per 3' in un padellino già caldo appena unto di olio.
Preparate i ravioli. (40 minuti)
Tirate delle strisce di pasta, sottili, con la macchinetta (o con il mattarello) e tagliate dei quadrati di 4 cm di lato. Inumidite  i bordi con un pennellino bagnato nell'acqua.
Al centro ponete un cucchiaino di impasto. 
Ripiegate prima a triangolo e poi chiudete il tortello con la pressione delle dita.
Spolverateli con un po' di semola e completate il lavoro.
In una pentola portate a bollore l'acqua e cuocete i tortelli. cuociono in 5 minuti.
Rimettete sul fuoco il tegame con il condimento. Tirate su i tortelli e metteteli nel sugo. 
Scuotete delicatamente il tegame per condirli bene, aggiungete i pomodorini interi, girate adagio per non romperli e spegnete subito. 
Mettete 8/10 ravioli per piatto, qualche pomodorino intero e una manciata della panure di pane e pinoli. Pepe a piacere. 



sabato 30 luglio 2016

Contest "Dieta Mediterranea? Sì, grazie!": Vellutata di piselli con quenelle di ricotta.

Una buona alimentazione è utile sia per mantenere buono il nostro stato di salute, sia per favorire il recupero dello stesso.
Le regole basilari di un'alimentazione che rispetti le esigenze del nostro organismo, le troviamo nella dieta mediterranea, dove sono presenti quegli alimenti di uso più comune e più utili al nostro nutrimento, quali cereali, legumi, ortaggi, frutta, insieme ad un po' di pesce e di carni bianche, che validamente possono contribuire alla prevenzione e alla cura di molte malattie e, sicuramente, ad elevare la qualità della nostra vita.
Molti studi evidenziano come il passaggio ad una sana e corretta alimentazione si riveli efficace in caso di sovrappeso, obesità, ipercolesterolemia, allergie, acne, ipertensione, gastrite, colite, stipsi, intolleranze alimentari, cefalea... Non è poco.
L'Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli e L'Associazione italiana Food Blogger promuovono, meritoriamente, il progetto "Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II e Food Blogger: insieme per la salute. La ricetta giusta per il tuo benessere", nell'ambito del quale è stato indetto il food contest "DIETA MEDITERRANEA? SI', GRAZIE!"
Io presento questa ricetta che, in linea con il contest, fornisce un esempio di come un piatto veloce, facile e sano possa essere molto buono, gratificante e appetitoso. Anche duttile, perché può essere sia estivo che invernale, basta variarne la temperatura di servizio, e personalizzato secondo il proprio gusto, sostituendo la ricotta con un cucchiaio di yogurt greco o di formaggio fresco.
Gli ingredienti sono pochi, semplici, facilmente reperibili, ma l'aggiunta di zenzero e curcuma conferisce al piatto un tocco di eleganza, che diventa anche un plus salutare.
Il piatto è molto bilanciato, perché contiene legumi, ortaggi e un po' di proteine animali, date dalla ricotta. L'olio extra vergine di oliva lo completa, con il suo apporto salutare.

In fondo alla pagina, trovate i link utili per accedere alle informazioni più precise e complete dell'iniziativa. Vi invito a consultarli con attenzione.

Vellutata di piselli, con quenelle di ricotta di pecora.


Dosi  per 2 persone:
piselli (freschi o surgelati) 500 g
zucchine 1
patate 1
basilico un ciuffo
brodo vegetale (oppure acqua) 500 g
curcuma 1/2 cucchiaino da caffè
zenzero 1/2  cucchiaino da caffè 
(polpa grattugiata o secco in polvere)
ricotta di pecora 100 g
olio extra vergine di oliva 2 cucchiai
sale qb (poco, perché non ne serve)
Pepe macinato fresco, secondo il gusto.


Procedimento.
Sbucciate la patata, spuntate la zucchina e tagliatele a pezzi.
In un tegame mettete il brodo vegetale (o l'acqua) e la patata, la zucchina e i piselli. 
Dalla presa del bollore calcolate 20 minuti per la cottura.
Spegnete ed aggiungete il basilico. 
Frullate con un frullino ad immersione, fino alla consistenza desiderata.
Aggiungete lo zenzero, la curcuma e aggiustate di sale (poco!).
Mettete nelle fondine e aggiungete al centro la quenelle di ricotta. 
Spolverate con il pepe macinato fresco, e condite con un giro di olio buono.

http://areacomunicazione.policlinico.unina.it/28730-la-dieta-mediterranea-e/

http://www.aifb.it/contest/contest-dieta-mediterranea-si-grazie/

http://areacomunicazione.policlinico.unina.it/28629-il-regolamento-del-food-contest/


domenica 24 luglio 2016

Sere d'estate.

Adoro l'estate perché, tra le tante cose piacevoli, si può mangiare all'aperto.
Le cene, nelle calde sere d'estate, in giardino, con tanti gli amici o con tutta la famiglia, sono una delle cose che amo di più, perché ci si rilassa, si sta in allegria a godersi il fresco e a chiacchierare fino a tardi, in modo informale, con leggerezza. 
Ogni occasione è buona per organizzarne una: oggi la partenza per le vacanze di uno, domani il rientro dalle vacanze di un'altro, poi un compleanno, un onomastico, o un cibo particolare da far assaggiare, o un vino da aprire e condividere. I motivi non mancano. Altrimenti si creano.
Con il tempo ho imparato ad apprezzare la lentezza e ogni volta che è possibile cerco di metterla in pratica in tutte quelle piccole cose che però sanno riempirti la vita. come una cena in giardino.
E allora ci si ritrova al fresco, seduti sotto al pergolato d'uva a mangiare, a bere e a tirare tardi.
Come per ogni cena, un momento importante è l'aperitivo, cioè quel tempo, più o meno lungo, che serve a tutti gli ospiti per arrivare e per ritrovarsi e creare la giusta atmosfera .
Cosa preparare per questo benvenuto?
Quasi sempre preparo qualcosa di fritto, perché mette allegria e ben dispone.
In estate sono perfetti i fiori di zucchina e le foglie di salvia. Con un calice del nostro prosecco stanno benissimo.


Le dosi che vi do sono per 20 fiori di zucchina (puliti) e 20 foglie di salvia, quindi per 6 persone.
Più ospiti, aumentate in proporzione.
Comunque come aperitivo 2, 3 pezzi a testa sono sufficienti.
Per la pastella.
200 g di farina "0"
1 cubetto di lievito di birra fresco
1 tazza* di acqua non fredda
(*è una dose indicativa, dovete usarne quanta ne serve per una pastella molto morbida)
un pizzico di sale
1/2 l di olio di arachidi

In una terrina sciogliete il lievito con un po' dell'acqua.
Aggiungete la farina un po' per volta, alternando con l'acqua, finché non avrete una pastella della giusta consistenza.
Mettete il sale e lavoratela con la mano, o con la frusta, finché non diventa bella liscia e spumosa.
Copritela con un telo e lasciatela riposare per almeno un'ora. Deve lievitare.
Passate velocemente ogni pezzo nella pastella (ne deve essere appena velato) e friggetene pochi per volta nell'olio ben caldo. Scolate su carta da cucina.
Disponete tutto in un bel piatto e servite.
Calcolate per le operazioni di frittura una mezz'ora.
Buona cena.



sabato 9 luglio 2016

Venezia, i Bacari e tu.

Venezia è una città strana, ha l'acqua alta.
Venezia è una città strana, la si può visitare solo camminando.
Venezia è una città strana, non è divisa in quartieri o borghi o rioni, ma in Sestrieri, ognuno con una spiccata personalità: Dorsoduro, Cannareggio con il ghetto, Castello, Santa Croce, San Marco, San Polo. E poi le isole. La laguna.
Venezia è una città sospesa nel tempo, quando giri nei mercati, per le bancarelle di frutta e verdura, i venditori ti dicono "amore mio, cosa vuoi?" come 100 anni fa.
Venezia non ha i bar, ha i "Bacari".
Venezia è una città unica, perché quando la vedi ti dà l'emozione, la commozione e l'eccitazione di una prima volta, come quando vedi la neve per la prima volta, vedi il mare per la prima volta, ti innamori per la prima volta. 
Venezia è un'esperienza irripetibile.
E allora come può il turista, o il visitatore, scoprire, maneggiare, vivere in modo autentico Venezia?
L'ideale sarebbe visitarla con un veneziano, ma questo non è possibile. Almeno credo.
Una possibilità è di girarla "andando per Bacari".
Il Bacaro è un locale che ricorda molto le vecchie osterie, ed è un luogo dove è possibile mangiare     "i cicheti veneziani" (assaggini  prevalentemente di pesce che vengono esposti su lunghi banconi in legno) accompagnati da "un ombra de vin" (un bicchiere di vino rosso o bianco) oppure dall'aperitivo veneto per eccellenza quale lo "Spritz".


Ma il Bacaro è anche un luogo dove passare qualche ora in compagnia, tra bicchieri di vino e risate e dove fare amicizia, dove trovare ristoro. Un modo, unico e diverso di vedere  di Venezia.
Insomma, andar per Bacari è un'esperienza da fare assolutamente, almeno una volta nella vita, perché Venezia è romantica, ma anche gioiosa e divertente. 
Come fare per "andar per Bacari" ?
Scaricando la App che trovate qui sotto: è gratuita ed è assolutamente utile per guidarvi tra le calli, i campi e campielli, i Sestrieri, alla scoperta della Venezia da vivere.
Ecco il link:




venerdì 24 giugno 2016

Pizza con provola affumicata e patate per Mtchallenge # 58


Certo che per l'ingresso nell'Mtchallenge non poteva capitare sfida più appropriata per una napoletana come me: la pizza! (http://www.mtchallenge.it/p/chi-siamo.html)
Per me, cresciuta a mare e pizza, "e che 'ce vo'?", è stato il primo pensiero.
Solo che io, la pizza, per molto tempo l'ho molto mangiata e poco impastata. Poi, lontana da Napoli, ho cominciato ad impastare, senza pretendere però, di competere con quella "originale" e, per questo quando voglio fare la pizza, di solito la preparo  fritta, ripiena o con il pomodoro.
Oppure al forno ma in teglia, preparando l'impasto basandomi sull'esperienza, sull'esercizio della pratica, piuttosto che sulla teoria. 
Quindi approfitterò di questa occasione per affinare sapientemente, con una dotta teoria, la conoscenza degli ingredienti, la tecnica di impasto, i tempi di lavorazione. Insomma di diventare, rispetto all'argomento, un po' più professionale. Già leggere il post sulla  Pizza di Antonietta Golino, dal Blog La Trappola Golosa è stato illuminante.
A mano a mano che sono andata avanti nella lettura, a mano a mano che ho capito i termini della sfida ho realizzato che non basta impastare acqua, farina e lievito per fare una fragrante pizza, ma che occorre usare una certa farina, una certa acqua, una certa quantità di lievito, dare tempi lunghi,   rispettare il disciplinare, se si vuole dominare il procedimento e conseguire il giusto risultato.
Una bella alchimia.
Che la pizza, rispetto a quando vivevo a Napoli e ne mangiavo in giro almeno 2 al giorno, una fritta e una a "portafoglio", fosse diventata un affare serio, l'avevo già capito frequentando le nuove pizzerie e ascoltando le dotte dissertazioni dei pizzaioli gourmet, che ogni giorno si avvicendano in TV.
Idratazione, maturazione, lievitazione, alveolatura... Che cosa difficile! 
E poi gli ingredienti: per condire solo quanto di più unico si possa avere a disposizione. Mamma mia.
Però ora, dopo aver letto il post di Antonietta, mi sento pronta. Sicura. Ce la posso fare.
Ho deciso di fare la pizza in teglia, con metodo diretto, proponendo la versione che va per la maggiore in casa mia quando decido di prepararla io: la pizza con mozzarella, provola affumicata e patate. E un tocco di rosmarino.



Una pizza rustica, forte, lontana dal sapore dalla tradizionale e gentile Margherita, per non dover sostenere nessun confronto con quella, che per me è l'unica e la sola originale pizza.
Invito tutti voi, caldamente, a leggere il post di Antonietta per imparare tutto quello che ancora non sapete sulla pizza. Confrontarsi con chi è esperto è sempre una buona pratica.
Intanto, vi spiego come e cosa ho fatto io.



Pizza in teglia con metodo diretto. 
Teglia rettangolare, la leccarda del forno.
La maturazione dell'impasto in frigo e la lievitazione in teglia.
L'impasto ha un'idratazione al 65%, quindi ha una consistenza morbida.
Occorrono molte ore, quindi si impasta il giorno prima o la mattina per  la sera.

Ingredienti.
450 g di farina "1"
290 g di acqua
12 g di sale
1 g di lievito di birra

2 patate
150 g di provola fresca affumicata
100 g di mozzarella vaccina
un rametto di rosmarino
olio extravergine di oliva qb
sale e pepe

Procedimento.
Ho setacciato la farina e l'ho messa, a fontana, in una ciotola.
Ho sciolto il lievito in una tazzina d'acqua prelevata dal totale. 
L'ho versato sulla farina, lavorando con la punta delle dita.
Ho aggiunto il resto dell'acqua e il sale.
Sempre lavorando con le dita ho mescolato bene il tutto.


Ho trasferito l'impasto sul piano di lavoro e ho impastato per 10 minuti, piegando e ripiegando più volte. L'impasto non va stracciato.


L'ho messo in una ciotola leggermente infarinata, l'ho coperta con la pellicola e l'ho lasciata 1 ora a temperatura ambiente.
Ho messo in frigo per 12 ore. 
Poi l'ho tolto dal frigo e ho aspettato 2 ore, finché l'impasto non si è gonfiato.
Sul tavolo da lavoro, leggermente infarinato, l'ho steso usando la punta della dita, senza schiacciare ma allargando l'impasto. L'ho trasferito nella teglia foderata di carta forno e l'ho lasciato lievitare per altre 2 ore. Ho acceso con largo anticipo il forno, statico, alla massima potenza.


Intanto ho sbucciato le patate, le ho tagliate a fette sottili con la mandolina e le ho sbollentate per 5 minuti in acqua bollente salata. Le ho asciugate su carta da cucina.


Ho condito la pizza con un giro di olio, con la mozzarella e la provola tagliate a dadini molto piccoli, ho disposto le fette di patata a coprire il tutto e ho messo del rosmarino sbriciolato con le mani. ancora un giro di olio, pepe e un po' di sale.


L'ho infornata, nel forno caldissimo, sul ripiano centrale per 20 minuti, controllando la cottura. Eventualmente, se necessario, si può spostare più giù o più su la teglia.
Le cotture vanno sempre controllate e guidate.






venerdì 17 giugno 2016

Spaghetti pomodoro, basilico e ricotta salata. Profumo di Sicilia.

Per il Calendario del cibo italiano, di AIFB, questa è la settimana del pomodoro e oggi si svolge il Pachino Flash Mob Contest.
http://www.aifb.it
http://www.igppachino.it

Quando si parla di cibo può succedere, improvvisamente, che un profumo, un sapore, un colore ci portino immediatamente nel luogo dove l'abbiamo mangiato e che ci é rimasto nel cuore.
Il pomodoro di Pachino ha per me questa capacità.
Mi basta annusarlo, col suo profumo pungente; mi basta vederlo, nel suo colore rosso spudorato; mi basta mangiarlo col suo sapore dolce ed esaltante, per tornare con la mente ad un'estate in Sicilia, ad una vacanza a casa di amici, proprio nel comprensorio di Pachino.
È lì, in questa parte della Sicilia battuta dal vento, illuminata da un sole africano, vicina al mare, ricca di acqua per l'irrigazione, che trovi questi incredibili pomodori ed è qui che ho mangiato, praticamente tutti i giorni, questo semplice piatto di spaghetti al pomodoro, ricco di sapore e di profumo, capace di imprimessi fortemente nella memoria e di lasciare il segno.
I cibi semplici devono essere perfetti nella fattura e superlativi negli ingredienti, quindi a questo sugo  con questi meravigliosi pomodori veniva aggiunto solo del profumato basilico e della saporita ricotta salata siciliana.


Certo, anche il fatto di mangiarlo in bella compagnia, in quelle sere lente che concludono una giornata di mare, accompagnato da un fresco e profumato bicchiere di buon vino siciliano deve aver contribuito a creare un ricordo così concreto. Allora prepariamoli questi spaghetti, visto che il pomodoro di Pachino, per fortuna, si trova dappertutto.
Avete solo bisogno di spaghetti di ottima qualità, olio di frantoio e ricotta salata stagionata.


Per 4 persone.
Spaghetti 400 g 
pomodori di Pachino 300 gr
olio extravergine di oliva 8 cucchiai (o di più secondo il gusto)
aglio 2 spicchi in camicia
basilico 8 foglie
Sale e pepe

Procedimento.
Tagliate a metà i pomodorini.
In un tegame adeguato mettete l'olio e l'aglio. 
Appena l'aglio inizia a profumare toglietelo (deve essere ancora bianco) e mettete i pomodorini nel tegame, tutti girati con la parte tagliata in giù. Devono "caramellare".
Fate andare a fiamma vivace per pochi minuti, girateli col mestolo di legno e spegnete.
Aggiustate di sale, ma con attenzione. Il pomodoro deve mantenere la sua caratteristica dolcezza.
Fate cuocere gli spaghetti al dente, scolateli e metteteli nel tegame con i pomodori,
Rimetteteli un attimo sul fuoco, aggiungendo 1 cucchiaio di acqua di cottura.
Mescolate velocemente spaghetti e sugo e spegnete.
Aggiungete il basilico e mettete nei piatti.
Aggiungete altro basilico e grattugiate sugli spaghetti abbondante ricotta salata.
Se piace si può spolverizzare anche con pepe macinato fresco.

Vino: un bianco siciliano, come il Grillo.